Un ospedale da campo NATO di stanza in Italia inviato in Lussemburgo

Un intero ospedale da campo, con decine di dotazioni e posti letto di terapia intensiva, di proprietà della Nato e in custodia nelle basi presenti a Taranto, avrebbe preso il volo verso Lussemburgo nel silenzio generale a fine marzo.

«Siamo profondamente delusi da questo comportamento», afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, riferendosi all'interrogazione presentata dall'onorevole Marcello Gemmato (FdI), che ha riferito di aver appreso da fonti Nato che «il Governo del Lussemburgo ha chiesto e ottenuto dalla sede di Taranto, un ospedale da campo completo di 300 posti letto di cui 100 dotati di preziosi respiratori per la terapia intensiva».

L'ospedale da campo, destinato "ad aumentare le capacità in modo preventivo" del CHL  per i pazienti positivi al Coronavirus, ospiterà 300 letti e 100 respiratori. Sui siti lussemburghesi si legge che “essendo il Lussemburgo membro della NATO e paese ospitante dell'agenzia, è stato in grado di richiederlo.”

Se davvero fosse così, sarebbe a dir poco vergognoso che un Paese come l’Italia, che in questo momento conta quasi 5000 morti, si fosse inchinato alle volontà dal principato del Lussemburgo. Purtroppo l’Italia ad oggi è uno dei paese più colpito al mondo e il governo giallo-rosso permette che un ospedale militare, completo di rianimazione e di ventilatori polmonari, esca dal territorio nazionale per essere dispiegato in Lussemburgo, non è solo disdicevole a livello umanitario ma anche un asservimento alla Nato, organizzazione che fin dai suoi albori non ha portato che morte e distruzione in molti i paesi.

Il popolo italiano vuole immediate spiegazioni dal Ministro della Difesa perché è inaccettabile che in questo momento l’Italia si privi di un ospedale da campo così prezioso.

V.D.


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